giovedì, marzo 31, 2005

Mi rendo conto di stare invecchiando dalle strane reazioni che ho agli eventi che mi capitano. Sto diventando un riccio, cosa che per me è stranissima. Mi chiudo, prendo la borsa delle macchine fotografiche, cammino, penso, scatto. Parlo pochissimo e con pochi. E preoccupo i miei amici. Sono qui, sto bene, sto solo raccogliendo le forze.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 23:19 | Permalink | link |popup commenti (7)categoria:pagine personali
giovedì, marzo 31, 2005

"Peccato per tutto questo, eravamo una bella squadra. Ti voglio bene. Peccato davvero."

Per poco più di un anno siamo stati quasi come marito e moglie, forse di più. Io gli ho sempre letto negli occhi facilmente. Sono stata il suo braccio destro, il sinistro, il consigliere, il confessore, il punging-ball. Spesso gli ho dato quel che voleva nel momento stesso in cui lo pensava, senza che ci fosse bisogno di chiedere. Sarà sempre il mio capetto, ed io sempre la "sua" Sabrina. E stasera, quando mi ha consegnato le ultime carte che mi spettavano, ho provato un forte dispiacere. Lo so, non è "professional". Lo so, sono la solita cretina romantica. Ma io sono io, e non cambio. Entrambi abbiamo inghiottito una lacrima, lui mentre si allontanava nel buio, io mentre rientravo in casa. Si è fatto fregare dal suo stesso sangue. E' un cazzone incasinato e distratto, e ora che non ci sono più io al suo fianco lo è ancora di più. Ma gli voglio bene. Ecco.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 00:17 | Permalink | link |popup commenti (2)categoria:pagine personali
sabato, marzo 26, 2005

"Quando chiesero al Maestro a quale religione appartenesse, egli rispose < All'unica religione, la religione dell'amore, che fa di ogni uomo un fratello, di ogni nazione  una famiglia, di ogni Dio il mio Dio e...> aggiunse sorridendo maliziosamente, < di  ogni rito, di ogni dogma o etichetta nei confronti di Dio, una pira funebre da bruciare senza complimenti>". ( P.Pingitore - Il bastone del Maestro - ed. Il punto d'incontro)

Buona Pasqua, di cuore, amici miei.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 23:04 | Permalink | link |popup commenti (9)categoria:il guerriero della luce
giovedì, marzo 24, 2005

Mi rendo conto di poter trarre in inganno. Sono perfettamente cosciente di aver un'aria dolce, di sembrare buonina, calmina, remissiva. Dò anche l'idea, forse, che mi si possa tranquillamente camminare sulla schiena svariate volte, che accetterò e perdonerò sempre. Mmmhhh, non è proprio così. Non sbatto mai  porta o telefono in faccia a nessuno, per quanto male questo qualcuno mi possa aver fatto avrà sempre la mia attenzione e, se possibile, il mio aiuto. Non sempre il mio perdono, però. Ci sono ferite che niente mai guarirà, cicatrici che mi porterò dietro e dentro per tutta la vita. Chi le ha provocate alle volte equivoca il mio atteggiamento, e interpreta pazienza ed indulgenza come stupidità, forse. Vado avanti ma non cancello, mai.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 23:14 | Permalink | link |popup commenti (6)categoria:pagine personali
martedì, marzo 22, 2005

( 7 - segue)

Non era facile, lontani come erano. Spesso si sentivano soli, sentivano il bisogno di stare insieme, di scambiarsi un’occhiata complice, anche solo di dormire abbracciati. Ciascuno aveva la propria vita, e quanti treni, e aerei, per stare insieme. Anche solo una giornata. Lui era molto impegnato, ma desiderava fortemente tornare a casa e trovarcela, potersi fermare almeno a fine giornata, chiudere la porta ed essere solo loro due. Gli veniva in mente, ogni tanto, di mollare tutto e scappare via, solo loro, e ricominciare. Lei gli ripeteva “pazienza”, ma Filippo sapeva che sarebbe bastato un cenno e che Elisa avrebbe mollato tutto, se solo glielo avesse chiesto. Si cercavano, si ascoltavano, ciascuno dei due sentiva forte il senso di appartenenza all’altro. Poi venne quella vacanza, quei 5 giorni in cui furono solo loro. Spensero i telefoni non appena arrivarono all’appartamento che avevano affittato. Fu come se vivessero insieme da sempre. Era la loro occasione di capire, se già non lo avessero saputo, se davvero fossero una cosa sola. Fu come quando, alla fine della giornata, si chiamavano per raccontarsi cosa fosse successo e darsi la buonanotte. Un senso di calma, di lontananza dai problemi. E il loro modo di parlarsi, quasi sottovoce, spesso solo con gli occhi, o con i silenzi. “ Perché sei così silenzioso, amore?””Ti sto guardando, tesoro. Ancora non mi rendo conto, che tu sia così bella, e che tu sia mia””Sì. Sono tua. Lo sono sempre stata. Ti ho aspettato per tanto tempo.” 

Ogni tanto lui ci provava. Non riusciva proprio sempre a staccare la spina, e le parlava di lavoro, come faceva spesso, raccontandole quello che doveva fare e che poteva succedere nel proprio lavoro. Lei lo ascoltava interessata, dandogli la propria opinione e con un grandissimo orgoglio. Quell’uomo straordinario, intelligente e in gamba, la amava. E quando lo vedeva incupirsi, o preoccuparsi, lo richiamava dolcemente all’ordine, dicendo “ Cucciolo, queste cose sono lontanissime, ora. Ci siamo solo noi, e il nostro amore.” 

Accoccolati sul grande divano, la tv accesa, godevano del contatto fisico che tanto loro mancava ogni sera, e ogni notte, quando si addormentavano soli, dopo essersi augurati la buona notte ed aver spento il telefono. “Mi manchi tanto, amore mio” gli diceva lei. “Anche tu, amore, anche tu”. Quella sera non sarebbe stato così. La sentiva, morbida tra le proprie braccia, mentre si raccontava, mentre gli permetteva di entrare nelle parti più nascoste della sua anima, mentre riapriva vecchie ferite. Ogni tanto, una lacrima, che lui asciugava con un bacio, delicato. “ Come dici sempre tu, piccola mia, queste cose sono lontane. Ora ci siamo solo noi due.” 

Spiazzato, era spiazzato da quella sua tenerezza fanciullesca, ma anche infuriato con chi quelle lacrime le aveva provocate, approfittando proprio della sua totalità, di quella totalità di cui lui ormai non avrebbe potuto fare a meno. 

Lo guardava, e parlava. Gli raccontava da cosa venissero le cicatrici che si portava dentro, con fiducia. Aveva una grandissima fiducia in lui, sapeva che non le avrebbe mai fatto del male intenzionalmente. Vero era che le era capitato spesso che questa fiducia venisse tradita, sfruttata, buttata via. Ma lui era una roccia, era solido, rassicurante, tranquillo. Apparentemente, nulla lo poteva scalfire. In realtà, mascherava la sue umane contraddizioni con una apparente calma serafica. Stava male, spesso e parecchio, soprattutto quando vedeva soffrire le persone che amava. E lei lo sapeva, e cercava di proteggerlo, come lui faceva con lei, da questa spiccata sensibilità.

(continua)

pensieri dall'anima di Sabrina ore 23:08 | Permalink | link |popup commenti (2)categoria:voglia di tenerezza
martedì, marzo 22, 2005

Sono stati giorni intensi, pieni di impegni, progetti, pensieri. Giorni di camminate, chiacchierate, fotografie, telefonate. Giorni di librerie, e di libri magici che aprono la mente e rinfrancano il cuore. Giorni in cui mi sono sentita a casa. Grazie mille, Micia.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 11:50 | Permalink | link |popup commenti (1)categoria:pagine personali
lunedì, marzo 21, 2005

Ci sono stati giorni neri, in cui l'ultima cosa che avrei voluto erano le parole. Ci sono stati giorni neri in cui avrei solo voluto parlare e capire. E giorni così, in cui ho camminato, pensato, parlato  da sola. Al mio fianco, comunque, un certo numero di persone, molto speciali, che hanno capito, ascoltato, aspettato, asciugato le mie lacrime, sopportato i miei piagnistei. Certamente non serve che ne faccia i nomi, lo sanno. Vi voglio davvero bene.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 12:41 | Permalink | link |popup commenti (4)categoria:pagine personali
domenica, marzo 20, 2005

Traffico, shopping, casino. Mente e cuore fermi. Una sottile, piacevole malinconia che è un punto di arrivo e di partenza, e che fa bene, quanto il bel sole che mi accompagna in queste intense giornate milanesi. Ancora ad una svolta, ma la vita non è altro che una serie di svolte, di scelte, di decisioni. Solo chi non usa il proprio cuore, o usa il cervello a scapito di questo, non svolta mai, non si mette mai in discussione, giudica senza sapere e senza la volontà di comprendere. Ora lo so, e so di essere pronta. Andrà tutto bene.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 01:46 | Permalink | link |popup commenti (6)categoria:pagine personali
sabato, marzo 19, 2005

La prima volta che sono venuta a Milano avevo 22 anni, e ricordo come ora la sensazione che mi fece scendere dal treno alla stazione centrale. Le alte volte, il rumore, la folla che mai avevo visto in vita mia. Poi uscire e rendersi conto della maestosità complessiva della costruzione. Ho amato Milano da subito, magari se ci vivessi qualche problema lo avrei, non so, ma qui riesco sempre a rilassarmi, e a pensare chiaramente. Forse perchè, come in questo caso, non ho altri pensieri. E vengo coccolata. Comunque, c'è di buono che sto capendo molte cose, e sento che le ferite recenti stanno cicatrizzando .

pensieri dall'anima di Sabrina ore 11:28 | Permalink | link |popup commenti (3)categoria:pagine personali
giovedì, marzo 17, 2005

Prima cosa, volermi bene, e fare quello che serve a me, per essere serena. Anche questa volta. Soprattutto questa volta. Tutto quello che c'è stato, che ho sofferto, tutte le conquiste personali di questi mesi, nulla me le deve portare via. Nulla e nessuno. E' ora di pensare a se stessi, davvero, con serenità. Senza compromessi che sconto per prima io stessa. Non mi convince, non mi convince proprio.....per fortuna.

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