sabato, luglio 29, 2006

Abbiamo sempre molta fretta, e non sappiamo goderci i momenti giusti al momento giusto. C'è una forza misteriosa che ci spinge a bruciare tutto velocemente, a vivere più possibile ma non al meglio possibile. A scartare i regali subito senza osservarne l'imballo. Che, spesso, è significativo e fatto con altrettanto amore, quanto il regalo che contiene.

Per tutto c'è un momento. Soprattutto per vivere determinate emozioni. Se continuassimo a vivere cavalcando l'onda di un entusiasmo momentaneo, rischieremmo di fare dei grossi danni. Alle volte, invece, è meglio mettersi lì in ascolto. Andare oltre la prima impressione che ci viene da un momento, da un fatto, da una persona. E aspettare l'evoluzione delle cose. Riflettere su quello che ci accade e che proviamo.

L'istinto spesso ci porta ad agire di impulso e a non valutare le conseguenze di quello che facciamo. Il cuore ci mette un carico piuttosto pesante. E non sempre è facile e comprensibile accettare e aspettare il momento opportuno. Soprattutto se e quando in ballo ci sono i sentimenti. Si vorrebbe tutto, e possibilmente subito.

Ma poi, siamo certi di ciò che rimarrebbe?

pensieri dall'anima di Sabrina ore 10:51 | Permalink | link |popup commenti (4)categoria:pagine personali
mercoledì, luglio 26, 2006

Questo è per te. Per te che ti senti brutta perché non sei magra. Per te che pensi di non essere bella per quei due o tre chili in più che porti in giro.

Non sei bella perché sei magra. Sei bella perché sorridi guardando un bimbo, o un gatto. Sei bella perché respiri l’aria frizzante di mare godendone ogni secondo. Perché cammini a piedi nudi sulla sabbia, sulla riva del mare.

Non sei bella perché sei magra, ma perché sei viva. Hai un grande tesoro, che è l’oggi. E mille opportunità da cogliere e sfruttare. Nessuno te lo torna, l’oggi. Vero, avrai anche domani, ma potresti rimpiangere qualcosa che non sei riuscita a fare, a dire, a trasmettere.
Non sei bella perché sei magra, ma perché ti ami, e ami, come sei. Imperfetta, come tutti. Con le stesse contraddizioni che hanno tutti, e non si capisce perché le tue debbano essere così importanti da buttarti via. Non sei bella, non solo, per la tua carta. Sei bella perché sei tu, unica e insostituibile. Fatta con uno stampo che poi è stato buttato, come tutti gli stampi.

Non sei bella perché sei magra, perché cerchi di essere quella che non sei. Ma perché accetti di essere quella che sei. Per quella che sei, non nonostante.

Non sei bella perché sei magra, ma perché puoi amare. Perché puoi dire a chi ami quello che provi senza paura. Perché sai aspettare, perdonare e dimenticare. Prima di tutto, te stessa.

Non sei bella perché sei magra, ma perché scegli di vivere.

 

Non sei bella perchè sei magra, ma perchè accetti quella mano tesa, e decidi di uscirne.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 08:47 | Permalink | link |popup commenti (9)categoria:buonsenso
martedì, luglio 25, 2006

Nulla avviene per caso, e mi ritrovo ancora su uno di quei blog che esaltano la magrezza. Che vengono definiti pro ana. Pro? Ma pro non vuol dire "a favore di"? Come si può essere a favore di una cosa tanto distruttiva quanto stupida?

Ancora, come sempre, un senso di sgomento e impotenza mi prende di fronte alle affermazioni di queste ragazze. Tutto sotto controllo. Tutto? Sotto controllo? Ma che ti credi, di poter controllare la tua vita e la tua morte? Si rendono conto, dico io, che stanno buttando via la propria vita, e che sarà durissima recuperare?

Lascio commenti accorati, ma non vengo considerata. Il giro dei blog a favore dell'anoressia è un circolo chiuso. Chiuso ma di dominio pubblico. Qualcosa vorrà pur dire. Che posso fare, se non raccontare loro la mia storia? Se non dire che anche io digiunavo convinta di poter controllare tutto, mi abbuffavo conoscendo delle facili scappatoie, che però mi hanno lasciato dei segni, esteriori ed interiori, che non riesco a cancellare? Come posso far capire loro che il controllo non lo hanno più, ma lo esercita, potentissimo, quel cibo da cui sono attratte e respinte allo stesso tempo?

Come posso far capire loro, prima di quanto lo abbia fatto io, che dobbiamo accettarci PER quello che siamo, e non NONOSTANTE?
Il nostro primo diritto, e anche il nostro primo dovere, è l'amore verso noi stessi. Senza, anche quello verso gli altri è compromesso.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 12:52 | Permalink | link |popup commenti (7)categoria:pagine personali, nulla avviene per caso
domenica, luglio 23, 2006

Scappiamo che non sono ancora le 8.30 di una giornata torrida, direzione Monfalcone. L'idea è quella di uscire in barca, di fare un bagno e rinfrescarsi. Questa volta in borsa c'è la macchina fotografica, e si possono documentare alcune peculiarità del paesaggio del Golfo di Trieste, che è sempre un bel vedere.

LA LEGGENDA DELLA DAMA BIANCA (si vede, vero?)

La leggenda narra che in un tempo assai remoto nella rocca di Duino abitasse un cavaliere malvagio che disprezzava la sua sposa gentile e virtuosa. Questa lo amava a tal punto da perdonargli tutte le offese e sperava di poter intenerire il suo cuore con parole amorevoli. L'uomo, invece, infastidito dall'atteggiamento della moglie, aveva escogitato un piano per ucciderla. Una sera l'attirò su una roccia stretta sotto le muraglie del castello per spingerla in mare. Esterrefatta la castellana volse lo sguardo al cielo, domandandogli aiuto. Un grido appena soffocato le uscì dalla bocca e rimase interrotto: nel suo grande dolore era rimasta pietrificata.
Da quel giorno verso l'ora degli spiriti la Dama Bianca si stacca dalla roccia e comincia a peregrinare. Per tre volte appare e per altrettante scompare nelle cupe sale del castello. Passa attraverso le porte chiuse, vaga di sala in sala finché non ritrova la culla in cui un tempo dormiva suo figlio. Lì la Dama Bianca rimane in un silenzio profondo fino all'alba, quando, abbandonata quella culla, ritorna alla sua roccia, dove il dolore la trasforma nuovamente in pietra.
Altri, invece, raccontano di un candelabro romano che si trova in una sala del castello e che ogni notte arde ed attraversa i saloni, mentre le porte si aprono da sole. È la Dama Bianca che lo regge quando, invisibile, vaga disperata per il castello.

(fonte)

Duino, e la costa triestina, sono state nel tempo rifugio di scrittori, che in queste zone hanno trovato calma e ispirazione. Questa foto ritrae quella che è chiamata la Roccia di Dante. Pare infatti che l'autore della Commedia, ospite presso il castello di Duino, si soffermasse a riflettere su questo scoglio. In tempi meno remoti, il poeta Rilke era assiduo di queste zone, tanto che esiste una famosa passeggiata che porta il suo nome.
In effetti in questi luoghi si respira un'aria, come dire, magica.

La magia non dura molto, però. Il caldo produce danni che sono ben visibili anche da lontano. E oggi un incendio devasta i boschi sul carso, formando in cielo cirri di fumo. Un canadair scende mentre noi nuotiamo, e  raccoglie l'acqua necessaria a domare l'incendio. Quando rientriamo in porto il sole è offuscato dal fumo e della cenere scende mossa dal leggerissimo vento che rinfresca, ma non abbastanza, il porto di Monfalcone.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 20:55 | Permalink | link |popup commenti (4)categoria:foto, pagine personali
sabato, luglio 22, 2006

Cerco la terra. Sono terra, sole, calore.

Vita.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 20:48 | Permalink | link |popup commenti (1)categoria:comunicazioni di servizio
sabato, luglio 22, 2006

Sere così, con il cuore in panne. Cerchi parole che sai di avere, ma che non riesci a trovare. Le lacrime che scendono nonostante i tuoi sforzi per ricacciarle giù. Sei stanca di avere pazienza. Stanca di combattere. Stanca di fare la guerriera. E ti chiedi se non sia troppo quello che vuoi,  anche se non ti sembra che lo sia. In fondo, hai sempre e solo voluto una cosa, no? La più semplice, la più difficile. La più lontana. Se avessi una bacchetta magica, ti hanno chiesto, e un desiderio, uno soltanto, che cosa domanderesti? Lo sai bene da un pezzo quello che chiederesti.
Sere di nodi in gola, di silenzio, che una canzone può sempre scoppiarti dentro e fare ancora più cocci di quelli che hai da raccogliere e incollare.
Sere così, che non hai voglia di sognare. Che sei stanca di spendere le tue energie in sogni. Di trascorrere il tuo tempo ad aspettare che si realizzino. Sere che nemmeno una voce amica ti servirebbe, perchè è una sola la voce che vorresti sentire. Quella del tuo cuore.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 00:15 | Permalink | link |popup commenti (4)categoria:pagine personali
mercoledì, luglio 19, 2006

Mi piacerebbe tanto riuscire a ricomporre i pezzi di quel puzzle che è la mia vita. Quel puzzle infido che, ogni volta che sistemi un pezzo, se ne staccano altri dieci. Forse, nel mio caso, il problema sta nel fondo. Se cerchi di costruire un puzzle su un piano inclinato o malsicuro, puoi stare certo che i pezzi non saranno mai a posto. L'optimum sarebbe raddrizzare il piano. Ma quanta fatica ci vuole. Con una mano puoi anche cercare di sistemare il fondo, e con l'altra cercare di arginare la caduta dei pezzi. O di incastarne alcuni.
Per fare tutto ciò, ci vogliono, al solito, tempo, fede, pazienza. Anche se alle volte il tempo pare troppo, la fede vacilla, la pazienza non c'è. Ma torna, grazie al cielo.
Aspetto di riuscire a ricomporre il puzzle.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 18:27 | Permalink | link |popup commenti (2)categoria:pagine personali
mercoledì, luglio 19, 2006

Ecco, quella, come la fame, non mi manca (quasi) mai. Che sia live, al telefono, in chat, non perdo mai, nemmeno nei momenti peggiori, il gusto per la battuta. E' un bene, perchè finchè troviamo la voglia e il gusto di ridere, vuol dire che non tutto è perduto.
Ricordo qualche notte, tempo fa, in cui mi aggrovigliavo cercando un senso per cose che non lo hanno, o il cui senso non dipende da me. In linea, i soliti noti. Le lacrime che scendevano, lo stomaco che si ripiegava su se stesso. Poi, all'improvviso, un guizzo. In una frase, l'apertura ad una battuta. Ed io che i ci infilo tranquillamente, dimentica dei problemi. O le telefonate (Zio Rex non sei una persona seria), iniziate mugugnando e finite pestandosi dalle risate.
La bambina che si alza dallo scendiletto e inizia a correre.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 09:07 | Permalink | link |popup commenti (2)categoria:pagine personali
martedì, luglio 18, 2006

Ieri abbiamo messo il motore e sistemato la barca, facendo una fatica boia, ma premiandoci anche con un bellissimo bagno ristoratore alle sei del pomeriggio. Oggi, dato che fa caldo e non c'è nulla che sia così urgente da non essere fatto poi, vado qui.  A 15 km da casa mia.  Amica, libro, lettore mp3, solare protezione minimissima (tanto io sempre sarda sono di origine, ajò, e non mi ustiono).
Baci baci baci...
(NdA: certo che con 11 kg di meno il bikini fa la sua porca figura, neh? A dire il vero, anche il contenuto...)

pensieri dall'anima di Sabrina ore 11:30 | Permalink | link |popup commenti (9)categoria:comunicazioni di servizio
domenica, luglio 16, 2006

C'è una cosa che  non riesco a capire, e che, anche se capissi, non mi andrebbe proprio giù. Durante la finale Italia-Francia, valida per il titolo di campioni del mondo di calcio, Zinedine Zidane, già campione europeo e mondiale sia a livello di club che con la nazionale, già Pallone d'oro e fresco di nomina a miglior giocatore del mondiale, sferra una testata in pieno petto al difensore della nazionale italiana Marco Materazzi. Rischiando di procurare al giocatore italiano, che è anche padre, delle serissime lesioni, nel caso la testata fosse arrivata pochi centimetri più in là, o fosse stata troppo forte. Il giocatore francese viene giustamente espulso a pochi minuti dalla fine dei tempi supplementari della finale, che sa essere anche la sua ultima partita in carriera, e in vista dei rigori che assegneranno il titolo.

Da questo episodio inizia il processo. A MATERAZZI! Ecco, questa è la cosa che non capisco. Ridde di ipotesi e illazioni, letture del labiale, testimonianze, schieramento di parenti e affini (la madre di Zidane che chiede su un piatto i testicoli del giocatore italiano). Tutti a chiedersi che cosa abbia detto Materazzi. Pochi o nessuno che ricordino che il francese ha reagito con  violenza fisica, in mondovisione e di fronte a milioni di ragazzini e di bambini, a una provocazione. Nessuno nega che Materazzi non sia esattamente uno stinco di santo, e personalmente non mi è mai piaciuto troppo. Ma che sia lui l'imputato principale nella faccenda, mi sembra assurdo.

Zidane non è il campioncino senza valore di una squadra di periferia. Dovrebbe rappresentare un simbolo, e senza dubbio indossando quella maglia, anche una nazione. E non è nemmeno un pivellino di primo pelo giunto alla passerella mondiale per caso o fortuna. E di match di varia importanza ne ha disputati più di uno. In ogni sport di squadra esiste il cosiddetto trash talking, lo stuzzicare l'avversario verbalmente per cercare  di deconcentrarlo. E questo uno come Zizou lo doveva sapere. Se Materazzi ha esagerato è da stigmatizzare senza dubbio. Ma siamo sempre alle congetture, di fronte all'evidenza di un gesto che di sportivo non ha nulla. E del quale il colpevole diretto non sta pagando le conseguenze, facendone ricadere la colpa sul destinatario. Anche questo, di sportivo ha molto poco. In qualsiasi sport, e negli sport di squadra ancora di più, ciascuno dovrebbe prendersi le proprie responsabilità, e rendere conto delle proprie azioni a compagni e tifosi. Non cercare scappatoie.

Zidane è stato un grande. Fino al momento della testata.

pensieri dall'anima di Sabrina ore 19:11 | Permalink | link |popup commenti (5)categoria:comunicazioni di servizio